Terzo album regolare di Lee Rang <È apparso il lupo>
“Presto diventerà una cosa che riguarda voi”
Un album come una gigantesca lancia scagliata da lontano, 《È apparso il lupo》.
Il terzo album regolare di Lee Rang è dinamico e grezzo, sia nelle immagini che nel suono. La copertina dell'album mostra sezioni tagliate bruscamente, e i disegni ritraggono paesaggi di Seoul che bruciano e crollano. Lee Rang appare in una prateria, con una pietra in mano. In particolare, il brano principale <È apparso il lupo>, che grida: ‘È apparsa la strega, è apparso il rivoltoso, è apparso l'eretico, è apparso il lupo’, e la decima traccia
, riempita nell'ultimo minuto solo dalle urla di un coro, ne sono l'esempio lampante.
In 《È apparso il lupo》 appaiono storie diverse e nuovi narratori rispetto al primo album 《Yon Yonson》, che cantava ‘solo di ciò che si conosce’, e al secondo 《Il gioco di Dio》, che cantava di ‘una vita piena di morti incomprensibili’. Lee Rang, che solleva dubbi anche sulle cose più banali, si arrabbia verso ciò che non è comprensibile, grida, piange e ride a voce alta, prova a incuriosirsi del tempo e delle emozioni altrui ed entra in esse, proprio come è stata onesta con se stessa fino ad ora.
State ascoltando bene? In quale tempo, in quale momento, perché questa canzone -
Sì, quella diventerà la tua storia. La strada che hai camminato, ciò che hai mangiato, il sentiero che hai seguito -
Ora proverò a raccontare la tua giornata -
Immagino il soliloquio di una persona che aveva un certo nome, che cerca di tornare percorrendo la strada più lontana possibile dai suoni distruttivi -
Numerosi ascoltatori, sia in Corea che all'estero, stanno rispondendo a Lee Rang, che si incuriosisce e presta ascolto alle parole e al tempo degli altri. Il MV di caricato su YouTube è colmo di storie che descrivono ‘in quale tempo, in quale momento’ stanno ascoltando le canzoni di Lee Rang; il MV del singolo , pubblicato in anteprima nel 2020, è pieno di commenti che raccontano l'esperienza di aver perso una persona cara e il desiderio di non voler perdere chi si ama. La sincerità di Lee Rang, che dice ‘racconterò io per primo, quindi per favore raccontate anche voi’, sta raggiungendo l'ansia e la solitudine che sono difficili da riconoscere nuovamente perché ignorate per troppo tempo.
[Parole di raccomandazione]
Quando ho ascoltato la musica di Lee Rang per la prima volta, ho pensato che fosse come un fiume.
Acqua che riempie tutto, quasi a traboccare.
Al suo interno ci sono persone che vivono e che fluiscono così verso qualche luogo.
- Mikio Igarashi (fumettista di 『Bonobono』)
Lee Rang racconta. I sentimenti nascosti a forza, la generazione che non è riuscita a mescolarsi da nessuna parte, le persone che esistono ma sembrano assenti, le gioie e i dolori che visitano una giornata silenziosa, l'espressione di chi dice di aver pianto perché voleva piangere. Racconta chiaramente con linee morbide. È la sua storia e, allo stesso tempo, la storia di chiunque. Non sono mai riuscita a cantare le canzoni di Lee Rang fino alla fine. Mi viene voglia di piangere amaramente, quindi chiudo la bocca e mi limito ad ascoltare. In questo momento, vedo me stessa che viveva in silenzio. Solo dopo aver ascoltato la voce di un altro mi rendo conto di quanto io stessa fossi contaminata. Affronto, attraverso melodie che salgono e scendono, il fatto di aver vissuto come acqua fangosa che finge di essere limpida se lasciata stare.
Le canzoni di Lee Rang non cercano di consolare, ma l'ascoltatore si mette per primo in prima linea e riceve così consolazione. Quando avviene questo equivoco, la forza di chi stava per piangere illumina la mia giornata. Mi prometto di guardare bene il mio volto domani, e di piangere come se stessi morendo quando sarò triste a morte. Sarà ostinazione il fatto che l'io di ieri e l'io di oggi convivano bene? Vorrei mostrare questa ostinazione, almeno nel momento in cui scorrono le canzoni di Lee Rang. Le parole “Sto ascoltando bene” sono un saluto che l'ascoltatore riesce a malapena a pronunciare. Il cuore che dice di ascoltare bene è, in fondo, una richiesta di continuare a raccontare.
- Lim Jin-ah (fumettista/saggista)